Curon

Buon pomeriggio, ragazzi!

Vi avevo chiesto su instagram (se ancora non mi seguite, correte a farlo! Mi trovate come nowhere_books) in un sondaggio di cosa avreste voluto che vi parlassi oggi, fra due serie TV che vi avevo proposto. La serie che più vi ha incuriosito è stata Curòn e quindi ho seguito il vostro consiglio, parlandovi di questa serie.


È una serie italiana originale Netflix, che conta 7 episodi con una durata media di 50 minuti. I protagonisti sono Daria, interpretata da Margherita Morchio, e Mauro, interpretato da Federico Russo, due gemelli che sono stati costretti a trasferirsi nella vecchia casa della madre, in cui adesso vive il nonno.

Infatti, molti anni prima, la madre dei gemelli, Anna aveva sentito il bisogno di evadere da Curòn, un piccolo paesino di montagna, in cui regna la superstizione e le leggende popolari prendono il posto della razionalità. Questo desiderio di cambiare aria è stato inoltre incoraggiato dal tragico suicidio della madre, a cui ha assistito lei stessa e di cui, però, non è mai stata pienamente convinta.


Infatti, questo paesino e in particolare il campanile che lo caratterizza, nascondono dei segreti: si dice che, nonostante sia privo di campane, ad un certo punto della propria vita una persona possa sentirne il suono, e che ciò sia indizio di cattivi presagi.

Ma non bastano tutte le misteriose leggende a spaventare i ragazzi: a ciò si aggiunge una scuola nuova, una casa nuova un po’ lugubre e dei nuovi amici da trovare.



Non è una serie che, sinceramente, mi ha fatto impazzire, soprattutto per quanto riguarda il finale, che mi aspettavo più “felice”. Nonostante ciò, ho apprezzato l’ambientazione: il paesaggio di montagna, i boschi innevati e le baite della valle fanno da scenario alla storia, portandoci al confine fra Italia e Germania.

L’interpretazione degli attori non è delle migliori, ad eccezione di quella dei due protagonisti, che a parer mio hanno saputo calarsi maggiormente nella parte e la cui interpretazione mi è parsa più realistica.

Per il resto, ho trovato la storia molto molto originale, ed è questa forse la cosa che mi ha fatto apprezzare maggiormente questa serie: è una storia di intrighi, di misteri, al limite del reale, ma mai scontata. Infatti, elementi vero-simili e thriller si incastrano perfettamente e fanno sì che lo spettatore possa rimanere incollato allo schermo, alimentando la curiosità di scoprire tutti i misteri che permeano Curòn.

Pertanto, penso che, da questo punto di vista, si possa ritenere una serie TV unica nel suo genere, che non trova precedenti nel panorama italiano, ma che poteva essere ulteriormente migliorata, per renderla davvero autentica.

Ve la consiglio, se volete vedere una serie diversa dal solito restando in Italia, se siete appassionati di leggende locali o di paesaggi invernali, anche data l’imminente stagione autunnale/invernale, che risulta ideale per vedere questa serie TV.


Ci tenevo a darvi le mie impressioni, sia positive che negative, legate a questa serie, anche perché, come vi avevo accennato, non sono ancora riuscita a terminare “Alla ricerca del principe Dracula” di Kerri Maniscalco, la cui recensione spero di far uscire entro questa settimana. Siete curiosi di sapere cosa ne penso? Allora vi do l’appuntamento a venerdì!

A presto,


Sofia

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