Alla ricerca del principe Dracula
Buon pomeriggio a tutti!
Vi avevo già preannunciato su instagram (se ancora non mi segui, corri a farlo per restare aggiornato!! mi trovi come nowhere_books) che oggi sarebbe uscita la recensione del secondo capitolo della saga di Kerri Maniscalco, “Alla ricerca del principe Dracula”.
Come sempre, ringrazio di cuore la Oscar Vault per avermi inviato una copia digitale di questo libro: sono sempre più in debito con loro per tutte le opportunità di leggere le nuove uscite in cambio di una recensione.
Questa recensione sarà, per quanto possibile, priva di spoiler, perché ci tengo che tutti possiate leggere la recensione, per decidere se è un libro che fa per voi o meno o, nel caso in cui siate indecisi sul continuare la saga, vi possa aiutare a decidere.
In questo secondo capitolo, Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell si recano in Romania, nel celeberrimo castello di Vlad III, per studiare scienze forensi all’Accademia di Bran in Transilvania.
Infatti, nonostante sia morto da tempo, la gente del luogo mantiene sempre vive le proprie credenze e leggende popolari, conservando l’antica superstizione e ignorando del tutto la scienza.
Ed è proprio questo il dilemma che attanaglierà Audrey Rose e Thomas: il castello, infatti, sarà lo scenario di nuovi e raccapriccianti delitti, dei quali sembrano essere responsabili proprio delle creature leggendarie, se non lo stesso Dracula, tornato dopo secoli per vendicare la sua sete di sangue.
Se da un lato, infatti, la nostra eroina non potrà che seguire l’istinto e gli insegnamenti che ha ha appreso dallo zio, dall’altro lato si lascerà trascinare dalle credenze irrazionali: di fronte all’evidenza, molto spesso, lei preferisce non dare ascolto al cervello ma alle emozioni, soprattutto se si tratta della paura.
Così, fra una lezione e l’altra, i due si faranno degli amici, ma anche dei nemici, necessari se vogliono occupare i due posti che offre l’Accademia ai cittadini di tutta Europa. Chissà se saranno proprio i nostri due beniamini…
Questo è solo un assaggio della trama, ma in realtà c’è molto di più: sta a voi scoprire tutta la storia. Adesso non posso che iniziare con le mie impressioni, che ho il sospetto saranno più lunghe rispetto a quelle nella mia recensione del primo libro, anche qui cercando di evitare gli spoiler.
Inizio col dire che avevo letto qua e là che a moltissime persone questo secondo volume era piaciuto molto più del primo, perché vi era un grande sviluppo dei personaggi e della loro psicologia. Purtroppo non mi trovo d’accordo con questo pensiero, in quanto ho preferito il primo volume: anche se la storia mi era sembrata molto lineare e la risoluzione molto semplice (come avevo appunto affermato nella recensione precedente), in questo volume non ho trovato chissà quali sviluppi, anzi ho trovato, in molti punti, addirittura ridondanti i pensieri e le preoccupazioni di Audrey Rose, sì dettati dalle esperienze precedenti, che l’hanno segnata nel profondo, ma che potevano essere gestiti diversamente.
Inoltre, ho trovato altrettanto ridondanti gli scambi di battute salaci fra Audrey Rose e Thomas, mentre nel primo li avevo apprezzati, essendo stata attratta dal particolare caratterino di quest’ultimo. In questo capitolo, invece, le ho trovate forzate ed eccessive e probabilmente sono state inserite dall’autrice per protrarre i termini della relazione fra i due, che sono alla fine del libro divengono chiari.
Ed è proprio qui che casca (un’altra volta!) l’asino.
Infatti, ritornando ai termini della loro relazione, posso dire che l’ho trovata un po’ povera, nel senso che alcune scene sono descritte in maniera piuttosto banale e (forse) per un pubblico più giovane. Avrei preferito una cura e un’originalità che descrivesse al meglio la relazione fra i due, che purtroppo non ho trovato, e questo si riflette anche sulla psicologia di Audrey Rose, che ha costantemente il timore di mettere a nudo le proprie emozioni per paura di risultare immorale agli occhi della società.
Sono perfettamente cosciente del fatto che i dettami e i costumi dell’epoca non permettessero tutte le libertà permesse al giorno d’oggi in materia d’amore e di relazioni sentimentali, tuttavia, anche qui ho trovato la cosa piuttosto ridondante e ripetitiva.
Per cui, a questo punto, vi starete probabilmente chiedendo cosa salvo di questo libro.
In primo luogo, anche qui, non ho potuto che apprezzare l’ambientazione nei paesaggi innevati e boschivi della Romania, ma soprattutto nel castello in stile gotico, che mi ha ricordato Hogwarts o, in alcuni punti, Il trono di ghiaccio e Celaena, alla quale anche Audrey Rose, talvolta, mi ha rimandato.
Un altro elemento che ho apprezzato è stata la parte finale: dopo la risoluzione del mistero e dell’identità dell’assassino (che, ahimè, non mi ha convinto nemmeno stavolta), nonché del suo movente (che avviene in modo talmente rapido da sembrare surreale), si riesce a comprendere la reale crescita di Audrey Rose, il cui simbolo è l’aver indossato i pantaloni, dove l’autrice vuole veicolare un messaggio fondamentale, allora come oggi.
Infatti, la nostra protagonista mette subito in chiaro che lei è una donna completa, e che l’uomo che deciderà di stare al suo fianco non deve proteggerla ma supportarla in tutte le avventure che avrà intenzione di intraprendere.
Anche qui si cela un’idea altamente innovativa, sicuramente lontana per l’epoca, ma in questo modo l’autrice ha voluto riportare la sua eroina simbolicamente ai giorni nostri, sia esteticamente che elevandola intellettualmente.
Un ultimo elemento che ho apprezzato, e che costituisce un contenuto extra del libro, è lo scambio epistolare fra Thomas e la sorella Daciana, che si trova nelle ultimissime pagine del libro. Anche qui è presente una nota umoristica, ma molto più piacevole rispetto alle battute precedenti e costruita attorno ad una metafora, a mio parere, geniale e che non poteva essere più azzeccata.
Al momento sono piuttosto combattuta se continuare con la saga, o se prendermi una pausa per leggere “Cime tempestose”, in quanto sento il bisogno di leggere un genere diverso per poi ributtarmi sui fantasy. Vedremo cosa sceglierò, vi aggiornerò sicuramente su instagram a riguardo. Fatemi sapere nei commenti cosa pensate di questo libro se l’avete letto o, se vi ho incuriosito, se lo leggerete in futuro; noi ci sentiamo martedì con una nuova recensione qui sul blog.
A presto,
Sofia





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